lunedì 10 febbraio 2014

Gianluca Arrighi in libreria con "L'Inganno della memoria"

«L'INGANNO DELLA MEMORIA» DAL 27 MARZO IN LIBRERIA IL NUOVO ROMANZO DI GIANLUCA ARRIGHI


Arrighi PressOffice ufficiostampa.gianlucaarrighi@gmail.com





Immagine in linea 1
Sempre più noir la penna di Gianluca Arrighi:
«L’inganno della memoria», dal 27 marzo in libreria.

«L’inganno della memoria» è il nuovo romanzo di Gianluca Arrighi che il 27 marzo torna in libreria pronto per emozionare gli appassionati del genere noir e non solo.

L’autore, considerato il maestro del legal thriller italiano, intreccia nelle trame dei suoi romanzi la passione per la professione forense con le storie crime, con il suo inconfondibile stile essenziale e la sua capacità di accompagnare il lettore nella comprensione di molte dinamiche che regolano la società contemporanea. Tratti puliti, snelli, sobri e vitali con cui Arrighi racconta il Male, scendendo negli abissi della mente. Un gioco egregiamente interpretato dalla sua penna noir con tratti sottili, decisi e coinvolgenti, sullo sfondo della sua immancabile e amata Roma.

Lo ha fatto con “Crimina Romana” (2009) tanto che il libro è stato adottato nei licei capitolini come testo di narrativa ed educazione alla legalità e lo ha replicato con “Vincolo di sangue” (2012) rimbalzato per sei mesi nella classifica dei libri più venduti.

Dalla seconda di copertina de «L’inganno della memoria»:

«Il cadavere di una giovane donna viene ritrovato in un appartamento del centro di Roma. Il corpo presenta orribili mutilazioni, ma è stato ricomposto come per un macabro rituale. Elia Preziosi, enigmatico e scostante pubblico ministero, viene chiamato a indagare sul caso, ma ben presto quello che sembrava essere l’isolato gesto di un folle si rivelerà il primo di una serie di inquietanti omicidi collegati tra loro da una misteriosa e indecifrabile logica. Sullo sfondo di una Capitale assolata e distratta, Preziosi dovrà affrontare i demoni del suo passato prima di poter giungere alla scoperta della sconvolgente verità».

Tra i maggiori giallisti italiani, Arrighi non vanta nessuna medaglia al petto “sudata” ai festival (ai quali partecipa di rado per mancanza di tempo visto che vive ogni giorno nelle aule dei tribunali e dedica alla famiglia il poco tempo che gli rimane), ma gode della stima di un pubblico attento che l'autore non delude mai.

Con il nuovo romanzo Arrighi si conferma uno scrittore di trame nere come la notte da cui trapela la sua profonda conoscenza del sistema giudiziario e dell’indagine penale.

«L’inganno della memoria» sarà in libreria dal 27 marzo 2014 (Anordest – De Agostini, pagine 230; prezzo 12,90 euro, ISBN 9788898651184).

BREVE NOTA SULL’AUTORE

Gianluca Arrighi nasce nel 1972 a Roma, dove vive e lavora. Avvocato penalista di fama, è cultore di Diritto Penale alle università di Roma e Cassino. Considerato il maestro del legal thriller italiano, è autore dei romanzi Crimina romana (2009) e Vincolo di sangue (2012, rimasto per sei mesi in classifica nella top ten dei libri più venduti) oltre che di numerose novelle noir pubblicate da importanti quotidiani e settimanali.

domenica 9 febbraio 2014

Accento no accento sì: no qui e qua, sì lì e là

Nata da oltre un millennio, la lingua italiana non è mai stata regolata, in modo chiaro e netto, riguardo agli accenti. Nessuno ha mai stabilito regole fisse sugli accenti.
  • A ogni modo, tre sono le categorie di accenti: accenti obbligatori, accenti facoltativi e accenti sbagliati.
  • Sono obbligatori quegli accenti che a non usarli si commette errore di ortografia; sono facoltativi quegli accenti che usati secondo il giudizio di chi scrive servono a evitare ambiguità di senso o di lettura; sono sbagliati quegli accenti che vengono collocati senza scopo alcuno e, nel migliore dei casi, servono solo ad appesantire la scrittura. Lapalissiano.
  • Ed ora scendiamo nei dettagli.
  • • L’accento è obbligatorio:
  • 1. su tutte le parole di due o più sillabe, tronche in vocale, cioè che finiscono con vocale accentata: libertà, perché, finì, abbandonò, laggiù (vedi anche alla voce ventitré vuole l’accento...);
  • 2. sui monosillabi terminanti con due vocali di cui la seconda ha suono tronco: chiù, ciò, diè, già, giù, piè, più, può, scià. Ma attenti all’eccezione: su qui e qua l’accento non va, lo sanno anche i bambini;
  • 3. sui seguenti dieci monosillabi per distinguerli da altri monosillabi di identica forma i quali, non accentati, hanno un significato del tutto differente:
  • – ché nel senso di poiché, perché, congiunzione causale (“Andiamo ché si fa tardi”) per distinguerlo da che, congiunzione o pronome (“Sapevo che eri malato”, “Can che abbaia non morde”);
  • – dà, indicativo presente di dare (“Non mi dà retta”) per distinguerlo da quell’altro da che è preposizione, e dal da’, imperativo di dare (“Viene da Roma”, “Da’ retta, non partire”);
  • – dì, nel significato di giorno (“Lavora tutto il dì”) per distinguerlo da di, preposizione (“È l’ora di alzarsi”) e di’, imperativo di dire (“Di’ che ti piace”);
  • – è verbo (“Non è vero”) per distinguerlo da e congiunzione (“Io e lui”);
  • – là, avverbio di luogo (“È andato là”) per distinguerlo da la articolo, pronome o nota musicale (“Dammi la penna”, “La vidi”, “Dare il la all’orchestra”);
  • – lì, avverbio di luogo (“Guarda lì dentro”) per distinguerlo da li pronome (“Li ho visti”);
  • – né congiunzione (“Né io né Mario”) per distinguerlo da ne pronome o avverbio (“Ne ho visti parecchi”, “Me ne vado subito”, “Ne vengo proprio ora”);
  • – sé, pronome personale tonico (“Lo prese con sé”) per distinguerlo da se pronome àtono o congiunzione (“Se ne prese la metà”, “Se lo sapesse”);
  • – sì, avverbio di affermazione o “così” (“Sì, vengo”, “Sì bello e sì caro”) per distinguerlo da si pronome (“Si è ucciso”);
  • – tè, pianta e bevanda (“Piantagione di tè”, “Una tazza di tè”) per distinguerlo da te (di suono chiuso) pronome (“Vengo con te”).
  • • L’accento è facoltativo:
  • 1. su una parola sdrucciola, cioè accentata alla terzultima sillaba, per non confonderla con identica parola piana, cioè accentata sulla penultima sillaba. Nèttare e nettare, cómpito e compito, súbito e subito, càpitano e capitano, àbitino e abitino, àltero e altero, àmbito e ambito, àuguri e auguri, bàcino e bacino, circùito e circuito, frústino e frustino, intúito e intuito, malèdico e maledico, mèndico e mendico, nòcciolo e nocciolo, rètina e retina, rúbino e rubino, séguito e seguito, víola e viola, vitùperi e vituperi eccetera.
  • 2. Quando segna l’appoggio della voce sulle terminazioni in -io, -ía, -íi, -íe, come fruscío, tarsía, fruscíi, tarsíe, e ancora: lavorío, leccornía, gridío, albagía, godío, brillío, codardía, e via per centinaia di casi. A maggior ragione, quando il vocabolo, con diverso accento, cambierebbe di significato: balía e balia, bacío e bacio, gorgheggío e gorgheggio, regía e regia eccetera.
  • 3. Ci sono poi quegli accenti facoltativi che dovremmo propriamente chiamare fonici perché ci segnalano la corretta pronuncia delle vocali e ed o nell’interno di una parola; e anche qui la pronuncia aperta ha un significato e la pronuncia chiusa ne ha un altro: fóro, buco, fòro, piazza; téma, timore, tèma, argomento; mèta, fine, méta, sterco; còlto, dal verbo cogliere, cólto, istruito; ròcca, fortezza, rócca, strumento per filare ecc. Ma attenzione: usiamo gli accenti fonici solo se siamo ben sicuri nella scelta tra acuto e grave, diversamente dimentichiamo l’accento che, tanto, non è obbligatorio.
  • • L’accento è sbagliato:
  • 1. innanzitutto quando è sbagliato: su qui e qua l’accento non va, dice l’eccezione;
  • 2. e poi quando è perfettamente inutile. È vero e proprio errore scrivere “dieci anni fà”, accentando il fa verbale che non potrà mai confondersi con la nota musicale; come sarebbe errore scrivere (e alcuni lo fanno trascinati dal suono tronco) “non lo sò”, “così non và” accentando senza ragione il so e il va.

sabato 8 febbraio 2014

NEWS OK: IL MASSIMO DEI BENI CULTURALI...

Cultura = Crescita

Bray: "Da industria culturale e turismo enormi potenzialità di crescita"


 


Roma- Il "Massimo dei Beni Culturali e del Turismo"- l'onorevole ministro Massimo Bray - ha commentato così la notizia dell'inchiesta contabile della Corte dei Conti che chiede di considerare il patrimonio artistico e culturale del Paese come forza economica: "Il valore del patrimonio storico, culturale, artistico e paesaggistico dell'Italia è indubbio e non può essere messo in discussione;- ha detto il ministro- "A fronte di questa ricchezza emergono enormi potenzialità di crescita che dobbiamo saper valorizzare al meglio.Per questo ritengo fondamentale mettere l'industria culturale e turistica al centro delle nostre politiche".
"Ritengo sia strategico e vitale – aggiunge il Ministro - tornare a considerare la cultura, declinata in tutte le sue manifestazioni - i monumenti, il paesaggio, i musei, le biblioteche e gli archivi, la musica e lo spettacolo - non soltanto come un bene da tutelare e valorizzare, ma anche come una grande opportunità di sviluppo sociale ed economico. La scelta del governo di unire la governance dei beni culturali con il turismo è lungimirante e vincente".

"NEWS OK" del 05-02-2014

venerdì 7 febbraio 2014

NEWS OK: Google promuove lo sport

"La pratica dello sport è un diritto dell'uomo. Ogni individuo deve avere la possibilità di praticare lo sport senza discriminazioni di alcun genere e nello spirito olimpico, che esige mutua comprensione, spirito di amicizia, solidarietà e fair-play." - Tradotto da Google dalla Carta Olimpica

martedì 4 febbraio 2014

La "Psicodizione" della Dott.ssa Chiara Comastri

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Dott.ssa Chiara Comastri: Psicologa

balbuzie insegna da più di 18 anni nel campo della balbuzie e dell' educazione del linguaggio. Ha risolto il suo problema di balbuzie che aveva dall’età di 3 anni, e successivamente ha creato un suo metodo, “PsicoDizione”, che insegna in tutta Italia per aiutare le persone che hanno il disagio della balbuzie. Data l’efficacia di questo approccio forma anche operatori A.S.L. per il “Progetto Lalla” a Brindisi e per il Collegio dei Logopedisti di Aragona (Spagna). Grazie alla propria esperienza, formazione e ricerca lavora con attenzione rivolta sia alla rieducazione tecnica che al supporto psicologico specifico per eliminare il “blocco” nel linguaggio ed imparare a fronteggiare l'ansia.Sono Chiara Comastri e posso dire con gioia e, perchè no, con una punta di orgoglio di aver superato il mio problema di balbuzie! Ma iniziamo con ordine…
Ho iniziato a balbettare all' età di 3 anni, così… senza motivo apparente, e da allora ho sempre ricercato qualche sistema efficace che mi aiutasse a superare il problema.
I FALLIMENTI: Sono passata dalla fase delle scuole elementari in cui era stato consigliato alla mia famiglia di "non farmi pesare il problema, di fare finta di niente se mi "inceppavo", forse giustamente, ma con la conseguenza che parlarne era divenuto quasi un tabù. In quel periodo abbiamo provato la strada dell’OMEOPATA nel tentativo, vano, di farmi stare più calma. Poi, con l'arrivo alle scuole medie la balbuzie e' diventato IL problema: la consapevolezza di "sentirmi diversa", il decifrare negli sguardi altrui l'imbarazzo, la compassione o l'ilarità, creavano in me piccoli grandi dolori, rabbia... rassegnazione! Così, l'appuntamento dallo "SPECIALISTA". Esperienza da dimenticare, ne sono uscita distrutta, umiliata. Avevo la sensazione che mi avesse preso per una ragazzina quasi ritardata, aveva nei miei confronti un atteggiamento di "pietismo" che mi ha fatto andare in crisi, mi sono chiusa in un pianto disperato che non potevo condividere, secondo me, con nessuno, perché ormai ero piena di dubbi: PERCHE' mi avevano portato lì? Pensavano davvero avessi bisogno di sostegno relazionale? Mi sentivo davvero sola. Dopo qualche tempo e' stata la volta del TRAINING AUTOGENO, visto che ormai era stato "universalmente" assodato che il mio problema dipendeva "dall'ansia". Finalmente a 15 anni la possibilità, almeno così speravo, di svoltare definitivamente! Di lasciarmi alle spalle il problema! Due settimane tutte per me per frequentare un vero e proprio CORSO TECNICO in LIGURIA, mi assicuravano i risultati, era un centro rinomato, specifico per risolvere il mio problema. Era ciò che aspettavo! Così sono partita, con la valigia piena del necessario, ma soprattutto di sogni, speranze, voglia di rivalsa.... col mondo! Sì, proprio col mondo! Per riprendermi le soddisfazioni per ogni parola non uscita correttamente, per ogni volta che avevo scelto di starmene zitta per la certezza di sbagliare, per la paura di sbagliare.. Per ogni "S"ucco di frutta ordinato al bar al posto del "C"appuccino, perché la C mi restava in gola. Per ogni "PRONTO?" non risposto senza un"SII " davanti! Per ognuna di queste cose, che ho ancora scolpite nel mio profondo, ce l'ho messa tutta, mi sono impegnata tantissimo, aiutata dai ragazzi e ragazze che come me erano in quel posto (incantevole peraltro) per dare un calcio al loro problema. Durante il corso ci avevano fatto esercitare sulla tecnica di loro invenzione, un po’ "strana" a dire la verità perché l’eloquio risultava una sorta di cantilena “molle” (non saprei come meglio definirla), ma che importava se avevamo la possibilità, usandola, di non balbettare più?! Ci avevano detto che non avremmo avuto problemi, che eravamo persone speciali, forti e sicure di noi stesse... già... e poi? Poi...semplicemente il RITORNO A CASA...avrei voluto morire quando, dopo aver detto a tutti ciò che avevo fatto, e' arrivato il PRIMO BLOCCO, e poi il SECONDO e il TERZO... e io tentavo di applicare quella che doveva essere una tecnica infallibile, e sbagliavo e avevo il blocco in partenza e volevo usare la cantilena che là funzionava così bene, ma non sapevo cosa fare, nessuno mi aveva spiegato cosa fare quando già il mio cervello era "in bambola" e vedevo tutto nero.... Insomma una sensazione terribile!! Stavo iniziando a perdere la fiducia. Di nuovo! Immaginate quando ho cercato conforto dai ragazzi che avevano partecipato con me al corso e ho avuto la sorpresa di sentire che anche per loro era accaduta la stessa cosa, tempo 15 giorni dal ritorno alla loro vita, avevano iniziato nuovamente ad essere "quelli di prima”. Con in più il peso di avere investito tempo, soldi (con sensi di colpa annessi verso i genitori) e soprattutto speranze in quest’ avventura!!! MI ERA CROLLATO IL MONDO ADDOSSO!!!!
LA RASSEGNAZIONE: Logica conseguenza a tutto ciò: il ricominciare, piano piano, a pensare che c'era ben poco da fare contro la balbuzie, se nemmeno con quest’ ultima soluzione ero riuscita a vincerla, dovevo imparare a tenermela, a conviverci, dopo tutto c'erano persone che avevano problemi più gravi del mio, dopo tutto ero una ragazza in gamba, carina, simpatica, con le carte in regola insomma, già........tranne che per questo stramaledetto (come lo avevano chiamato in quel centro?!) "difetto di pronuncia". Beh, ho ricominciato a fingere che non mi desse noia, ho ricominciato a usare dei "trucchi" per nascondere gli eventuali blocchi, ho ricominciato a ordinare la pizza del vicino dicendo"due"; e semplicemente ho lasciato che le mie speranze ritornassero nel cassetto, ben chiuso questa volta! Avevo già sofferto abbastanza, tentando di modificare il mio stato, che malgrado gli sforzi era sempre quello di BALBUZIENTE!!! OK, me la tengo. PUNTO.
SI RIACCENDE LA SPERANZA (18 ANNI ): sono stata obbligata da un'amica ad andare ad una "conferenza informativa" su un metodo di cura della balbuzie. Dentro di me però continuavo a pensare: "che stress, ormai me lo tengo il problema, me lo gestisco benino.. è vero all'interrogazione non spiccico parola, però per il resto me la cavo...", tentavo di giustificarmi con me stessa. Alla  presentazione ho  trovato un ragazzo, come me balbuziente, che ha iniziato a parlare del metodo di rieducazione linguistica da lui escogitato che consisteva nel parlare seguendo il battito di un METRONOMO. Sosteneva che seguendo il battito di quello strumento avrei potuto parlare senza blocchi anche nelle situazioni di ansia più alta. Ho voluto provare. Mai avrei voluto guardarmi indietro e MANGIARMI LE MANI PER NON AVER TENTATO ANCHE QUEST’ ULTIMA STRADA! Così e' iniziata la mia avventura, la mia grande avventura! E ringrazio ancora oggi di aver avuto il coraggio di rimettermi in gioco con me stessa un'ultima volta.
RISULTATI: Dopo il corso ho continuato a lavorarci sopra, con convinzione e tenacia. I blocchi riuscivo a controllarli, anche se in maniera un po’ meccanica. Così ho deciso di insegnare anche ad altri ciò che stava funzionando per me, e ho collaborato poi per diversi anni con la persona che mi aveva insegnato questo metodo. Parallelamente continuavo a studiare per ottenere la Laurea in Psicologia, e per mio conto, ho partecipato a diversi corsi di crescita personale e di comunicazione. Perché a quel punto non mi accontentavo più di parlare senza inceppo, ma volevo non percepire più le vecchie paure, volevo essere libera completamente, essere comoda nella relazione che instauravo con l’ interlocutore, desideravo essere davvero LIBERA di trasmettere me stessa. Mi sono resa presto conto che “aggiungere” queste nuove abilità e strategie al semplice uso di un “metodo” mi dava molta più forza e i risultati miglioravano visibilmente. Ho capito quindi che volevo poter creare benessere in me e negli altri attraverso il mio modo di comunicare  in tutte le situazioni, soprattutto in quelle che mi generavano ancora ansia.
LA SVOLTA: Mi sono quindi Laureata e ho dato l’ esame di Stato per diventare Psicologa, mi sono iscritta all’ Ordine degli Psicologi, sempre decisa a far si che la mia vita e il mio lavoro fossero indirizzati ad aiutare le altre persone balbuzienti. Intanto, per seguire questo mio nuovo punto di vista sulla comunicazione, ho deciso di interrompere la collaborazione con la persona e la struttura con la quale avevo fatto le mie prime esperienze sul campo. Finalmente è nata “PsicoDizione”. E’ un metodo che parte dalla mia conoscenza diretta della balbuzie, che passa dalle mie delusioni e dai miei insuccessi sperimentati nei corsi e approcci che su di me non hanno funzionato, prende spunto da ciò che ho osservato lavorando negli anni di “apprendistato”, ma che soprattutto si trasforma, utilizzando nuovi strumenti e nuove intuizioni, in un approccio profondamente diverso da ciò che si è sempre fatto nell’ ambito della terapia della balbuzie. Da più di 16 anni aiuto altri ragazzi, adulti e bambini a percorrere la mia stessa strada attraverso ciò che negli anni l'esperienza mi ha insegnato da quando ho deciso di migliorare la mia vita… e lo faccio con entusiasmo e gratitudine per portare avanti l’unica Verità per me: in ogni istante puoi scegliere di cogliere l'opportunità giusta per te, basta avere il coraggio di riconoscere la magia di quell’ attimo!
con affetto, Chiara.
I FALLIMENTI: Sono passata dalla fase delle scuole elementari in cui era stato consigliato alla mia famiglia di "non farmi pesare il problema, di fare finta di niente se mi "inceppavo", forse giustamente, ma con la conseguenza che parlarne era divenuto quasi un tabù. In quel periodo abbiamo provato la strada dell’OMEOPATA nel tentativo, vano, di farmi stare più calma. Poi, con l'arrivo alle scuole medie la balbuzie e' diventato IL problema: la consapevolezza di "sentirmi diversa", il decifrare negli sguardi altrui l'imbarazzo, la compassione o l'ilarità, creavano in me piccoli grandi dolori, rabbia... rassegnazione! Così, l'appuntamento dallo "SPECIALISTA". Esperienza da dimenticare, ne sono uscita distrutta, umiliata. Avevo la sensazione che mi avesse preso per una ragazzina quasi ritardata, aveva nei miei confronti un atteggiamento di "pietismo" che mi ha fatto andare in crisi, mi sono chiusa in un pianto disperato che non potevo condividere, secondo me, con nessuno, perché ormai ero piena di dubbi: PERCHE' mi avevano portato lì? Pensavano davvero avessi bisogno di sostegno relazionale? Mi sentivo davvero sola. Dopo qualche tempo e' stata la volta del TRAINING AUTOGENO, visto che ormai era stato "universalmente" assodato che il mio problema dipendeva "dall'ansia". Finalmente a 15 anni la possibilità, almeno così speravo, di svoltare definitivamente! Di lasciarmi alle spalle il problema! Due settimane tutte per me per frequentare un vero e proprio CORSO TECNICO in LIGURIA, mi assicuravano i risultati, era un centro rinomato, specifico per risolvere il mio problema. Era ciò che aspettavo! Così sono partita, con la valigia piena del necessario, ma soprattutto di sogni, speranze, voglia di rivalsa.... col mondo! Sì, proprio col mondo! Per riprendermi le soddisfazioni per ogni parola non uscita correttamente, per ogni volta che avevo scelto di starmene zitta per la certezza di sbagliare, per la paura di sbagliare.. Per ogni "S"ucco di frutta ordinato al bar al posto del "C"appuccino, perché la C mi restava in gola. Per ogni "PRONTO?" non risposto senza un"SII " davanti! Per ognuna di queste cose, che ho ancora scolpite nel mio profondo, ce l'ho messa tutta, mi sono impegnata tantissimo, aiutata dai ragazzi e ragazze che come me erano in quel posto (incantevole peraltro) per dare un calcio al loro problema. Durante il corso ci avevano fatto esercitare sulla tecnica di loro invenzione, un po’ "strana" a dire la verità perché l’eloquio risultava una sorta di cantilena “molle” (non saprei come meglio definirla), ma che importava se avevamo la possibilità, usandola, di non balbettare più?! Ci avevano detto che non avremmo avuto problemi, che eravamo persone speciali, forti e sicure di noi stesse... già... e poi? Poi...semplicemente il RITORNO A CASA...avrei voluto morire quando, dopo aver detto a tutti ciò che avevo fatto, e' arrivato il PRIMO BLOCCO, e poi il SECONDO e il TERZO... e io tentavo di applicare quella che doveva essere una tecnica infallibile, e sbagliavo e avevo il blocco in partenza e volevo usare la cantilena che là funzionava così bene, ma non sapevo cosa fare, nessuno mi aveva spiegato cosa fare quando già il mio cervello era "in bambola" e vedevo tutto nero.... Insomma una sensazione terribile!! Stavo iniziando a perdere la fiducia. Di nuovo! Immaginate quando ho cercato conforto dai ragazzi che avevano partecipato con me al corso e ho avuto la sorpresa di sentire che anche per loro era accaduta la stessa cosa, tempo 15 giorni dal ritorno alla loro vita, avevano iniziato nuovamente ad essere "quelli di prima”. Con in più il peso di avere investito tempo, soldi (con sensi di colpa annessi verso i genitori) e soprattutto speranze in quest’ avventura!!! MI ERA CROLLATO IL MONDO ADDOSSO!!!! 
LA RASSEGNAZIONE: Logica conseguenza a tutto ciò: il ricominciare, piano piano, a pensare che c'era ben poco da fare contro la balbuzie, se nemmeno con quest’ ultima soluzione ero riuscita a vincerla, dovevo imparare a tenermela, a conviverci, dopo tutto c'erano persone che avevano problemi più gravi del mio, dopo tutto ero una ragazza in gamba, carina, simpatica, con le carte in regola insomma, già........tranne che per questo stramaledetto (come lo avevano chiamato in quel centro?!) "difetto di pronuncia". Beh, ho ricominciato a fingere che non mi desse noia, ho ricominciato a usare dei "trucchi" per nascondere gli eventuali blocchi, ho ricominciato a ordinare la pizza del vicino dicendo"due"; e semplicemente ho lasciato che le mie speranze ritornassero nel cassetto, ben chiuso questa volta! Avevo già sofferto abbastanza, tentando di modificare il mio stato, che malgrado gli sforzi era sempre quello di BALBUZIENTE!!! OK, me la tengo. PUNTO. SI RIACCENDE LA SPERANZA (18 ANNI ): sono stata obbligata da un'amica ad andare ad una "conferenza informativa" su un metodo di cura della balbuzie. Dentro di me però continuavo a pensare: "che stress, ormai me lo tengo il problema, me lo gestisco benino.. è vero all'interrogazione non spiccico parola, però per il resto me la cavo...", tentavo di giustificarmi con me stessa. Alla  presentazione ho  trovato un ragazzo, come me balbuziente, che ha iniziato a parlare del metodo di rieducazione linguistica da lui escogitato che consisteva nel parlare seguendo il battito di un METRONOMO. Sosteneva che seguendo il battito di quello strumento avrei potuto parlare senza blocchi anche nelle situazioni di ansia più alta. Ho voluto provare. Mai avrei voluto guardarmi indietro e MANGIARMI LE MANI PER NON AVER TENTATO ANCHE QUEST’ ULTIMA STRADA! Così e' iniziata la mia avventura, la mia grande avventura! E ringrazio ancora oggi di aver avuto il coraggio di rimettermi in gioco con me stessa un'ultima volta. 
RISULTATI: Dopo il corso ho continuato a lavorarci sopra, con convinzione e tenacia. I blocchi riuscivo a controllarli, anche se in maniera un po’ meccanica. Così ho deciso di insegnare anche ad altri ciò che stava funzionando per me, e ho collaborato poi per diversi anni con la persona che mi aveva insegnato questo metodo. Parallelamente continuavo a studiare per ottenere la Laurea in Psicologia, e per mio conto, ho partecipato a diversi corsi di crescita personale e di comunicazione. Perché a quel punto non mi accontentavo più di parlare senza inceppo, ma volevo non percepire più le vecchie paure, volevo essere libera completamente, essere comoda nella relazione che instauravo con l’ interlocutore, desideravo essere davvero LIBERA di trasmettere me stessa. Mi sono resa presto conto che “aggiungere” queste nuove abilità e strategie al semplice uso di un “metodo” mi dava molta più forza e i risultati miglioravano visibilmente. Ho capito quindi che volevo poter creare benessere in me e negli altri attraverso il mio modo di comunicare  in tutte le situazioni, soprattutto in quelle che mi generavano ancora ansia. 
LA SVOLTA: Mi sono quindi Laureata e ho dato l’ esame di Stato per diventare Psicologa, mi sono iscritta all’ Ordine degli Psicologi, sempre decisa a far si che la mia vita e il mio lavoro fossero indirizzati ad aiutare le altre persone balbuzienti. Intanto, per seguire questo mio nuovo punto di vista sulla comunicazione, ho deciso di interrompere la collaborazione con la persona e la struttura con la quale avevo fatto le mie prime esperienze sul campo. Finalmente è nata “PsicoDizione”. E’ un metodo che parte dalla mia conoscenza diretta della balbuzie, che passa dalle mie delusioni e dai miei insuccessi sperimentati nei corsi e approcci che su di me non hanno funzionato, prende spunto da ciò che ho osservato lavorando negli anni di “apprendistato”, ma che soprattutto si trasforma, utilizzando nuovi strumenti e nuove intuizioni, in un approccio profondamente diverso da ciò che si è sempre fatto nell’ ambito della terapia della balbuzie. Da più di 16 anni aiuto altri ragazzi, adulti e bambini a percorrere la mia stessa strada attraverso ciò che negli anni l'esperienza mi ha insegnato da quando ho deciso di migliorare la mia vita… e lo faccio con entusiasmo e gratitudine per portare avanti l’unica Verità per me: in ogni istante puoi scegliere di cogliere l'opportunità giusta per te, basta avere il coraggio di riconoscere la magia di quell’ attimo! con affetto,
Chiara.
 

"La goccia e lo stelo" di Emmanuele Francesco Maria Emanuele

La goccia e lo stelo

Auditorium Conciliazione
Via della Conciliazione,4
00100 Roma
LA GOCCIA E LO STELO
Presentazione del libro di Emmanuele Francesco Maria Emanuele
Roma, 24 febbraio, ore 18.30
Auditorium Conciliazione - Sala del Coro

Si terrà a Roma, il prossimo 24 febbraio, presso la Sala del Coro dell'Auditorium Conciliazione (Via della Conciliazione, 4) alle ore 18.30, la presentazione dell'ultimo libro di poesie del Prof. Avv. Emmanuele Francesco Maria Emanuele, La goccia e lo stelo (LietoColle 2013).

Interverranno Lazzaro Rino Caputo, Ordinario di Letteratura Italiana - Dipartimento di Studi Umanistici Università di Roma "Tor Vergata"; il giornalista e poeta Ennio Cavalli (autore della prefazione al libro), che intervisterà l'autore; Paola Gassman, che leggerà alcune poesie tratte dal libro; Valerio Toniolo, Presidente di Buona Cultura, che introdurrà la presentazione. L'incontro sarà coordinato da Vincenzo Mascolo.

"Chi ha fatto il turno di notte per impedire l'arresto del cuore del mondo? Noi, i poeti", scriveva dalle serate al buio, nella Sarajevo assediata degli anni Novanta, Izet Sarajlić. Emmanuele Francesco Maria Emanuele è arruolato nelle fila di coloro che, dando energia a un sentire allargato, tengono accesa, con le opere e i giorni, la fiamma del proprio sogno. Turno di notte e altre lusinghe per l'antica, acrobatica scommessa: liberare in un colpo solo l'anima e l'ombra. (da "L'anima e l'ombra", prefazione al libro a cura di Ennio Cavalli)

"L'Associazione Buonacultura - afferma Valerio Toniolo - è molto orgogliosa di inserire tra le proprie iniziative la presentazione del libro La goccia e lo stelo del Prof. Emmanuele Francesco Maria Emanuele, perché la poesia è innanzitutto energia, è una fiamma accesa, è un sogno e questo sogno anima il nostro lavoro quotidiano fatto di sacrificio, di umiltà e di tenacia per dare alla cultura una speranza di rinascita".
Suddiviso in tre sezioni, "Allora", "Adesso" e "Chissà", il libro è insieme cahier de mémoire, che accoglie nelle sue pagine affetti familiari e amori giovanili, e riflessione sul fluire del tempo che come il vento "passa tra le case nei borghi / e porta lontano il fumo dei camini". Ma è anche ricerca del senso nascosto della vita e della bellezza dell'esistere, che spesso l'uomo lascia scivolare da sé come goccia di rugiada dallo stelo.  
NOTA BIOGRAFICA
Emmanuele Francesco Maria Emanuele vive e lavora a Roma. Professore presso alcune delle più prestigiose università italiane ed europee, è anche avvocato cassazionista, economista, banchiere, esperto di materie finanziarie, tributarie e assicurative; editorialista, saggista, autore di pubblicazioni scientifiche in materia di finanza e di diritto; presidente e amministratore di imprese nazionali ed internazionali, nel campo delle costruzioni, chimico, meccanico e finanziario.
In campo artistico e culturale è stato insignito del Dottorato Honoris Causa in Belle Arti dalla St. John's University di Roma e della Laurea Honoris Causa in Humane Letters dall'American University of Rome. Ha rivestito nell'ultimo periodo le cariche di Presidente della Azienda Speciale Palaexpo e Consigliere di Amministrazione della Fondazione Biennale di Venezia; è attualmente Presidente della Fondazione Roma e della Fondazione Roma - Mediterraneo e Presidente Onorario dell'Orchestra Sinfonica di Roma.
Pubblicazioni di poesia:
Un Lungo Cammino(LietoColle 2008), con prefazione di Lino Angiuli, grazie al quale ha ricevuto nel 2009 il "Premio Margutta", Le Molte Terre (LietoColle 2009), con prefazione di Maria Luisa Spaziani, raccolta che gli ha valso il "Premio Laurentum" ed il "Premio Speciale del Presidente" nel "Premio Letterario Internazionale Mondello 2010" e, da ultimo, La goccia e lo stelo (2013), con prefazione di Ennio Cavalli.

Prenotazione obbligatoria
R.S.V.P. Segreteria organizzativa InventaEventi
Tel. 06 98188901 - progetti@inventaeventi.c…