martedì 11 febbraio 2014

I Wikypediani s'incontrano a Londra

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WIKIMANIA

LONDRA 2014

Immagina un mondo in cui a ogni singola persona è dato libero accesso alla somma di tutte le conoscenze umane
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Cos'è Wikimania?

Wikimania è una conferenza, una non-conferenza, un festival, un meetup, un workshop, un hackathon, un party di 4000 persone che si sviluppa in cinque giorni in Agosto 2014, preceduto e seguito da eventi correlati. E' l'evento ufficiale annuale del Movimento Wikimedia, dove potrai sia scoprire i progetti e le persone che da tutto il mondo stanno portando avanti con i wikis e con i contenuti open, sia conoscere la community che produce il più famoso wiki di tutti, Wikipedia!
L'evento principale è tenuto all'interno e nei pressi del The Barbican Centre di Londra, Regno Unito. Sono tutti benvenuti, che tu sia un esperto, un entusiasta, un principiante o soltanto un curioso!

Collaborazione Digitale:
Come possono dei software tools rivelare il nostro potenziale?

I progetti Wikimedia hanno ora più di 21 miliardi di hit al mese per contenuti creati collaborativamente da più di trenta milioni di contributori che l'hanno portato a essere nella top five di siti al mondo e una delle più grandi communities online. Come funziona una community di questo tipo, e come ha tenuto fronte a questa crescita? In più...

Il futuro dell'educazione:
Ora che Wikipedia ha fatto i compiti a tutti, cosa resta da insegnare?

Dalla scuola elementare passando per la laurea, al di là di Wikipedia, è centrale capire nel cambiamento di paradigma cosa significhi 'sapere' e cosa significhi 'imparare'. Catturare la totalità del sapere umano sarà un lungo viaggio, anche se gran parte del lavoro nella versione inglese è già stato fatto. Che si tratti di bambini di otto anni che arraffano dati o di studenti universitari che mettono a punto nuove conoscenze e raccolgono riferimenti, Wikipedia è il primo luogo d'approdo per milioni di studenti.Gli innegabili vantaggi di Wikipedia stanno mettendo alla prova gli approcci pedagogici standard che sottintendono che le informazioni siano rare e difficili da duplicare. Come dovrebbe l'educazione ufficiale rispondere ora che trovare informazioni non è più un'operazione lunga e complessa, ora che è possibile finire i compiti senza 'pensare'? In questa matassa, esploreremo l'impatto di Wikipedia attraverso l'educazione e i molti modi in cui Wikimedia sta supportando la pratica del 'contribuire' a Wikipedia come un'attività curriculare. In più...

Free Culture:
La totalità delle conoscenze umane non dovrebbe appartenere a nessuno. Come possiamo assicurarcene?

Se crei qualcosa di originale, sei automaticamente tutelato a livello legale su ciò che hai creato, gli altri non possono ri-usarlo senza il tuo permesso. Si sono fatti degli sforzi per creare licenze internazionali che permettano di pubblicare lavori originali che chiunque possa usare, ma con i multipli territori, formati e tipi di licenze, si tratta di tutt'altro che un compito semplice, e non è ampiamente compreso. Molti creativi contemporanei condividono, mixano e ri-usano contenuti senza le corrette licenze, divenendo passibili di accusa di furto di proprietà intellettuale.
Parte della missione della Fondazione Wikimedia è di incoraggiare le persone a creare e raccogliere contenuti su licenze libere, dove si può riusare, remixare e condividere per qualsiasi proposito. In più...

Open Scholarship:
What happens when the cutting edge of human knowledge is available to all?

Solo nel 2013 più di 500.000 ricerche scolastiche sono state fatte open access, su tutte le discipline - un numero senza precedenti. Queste sono tutte citabili in Wikipedia, ciò significa che possono essere integrate nell'enciclopedia, contestualizzate e rese disponibili da chiunque al mondo abbia una connessione internet. Questo livello di accessibilità alla punta di diamante della ricerca non è mai esistita nella storia, e il possibile esito di potenziamento di cittadini e scienziati semplificando l'accademia è incalcolabile. In più...

Open Data:
Cosa possiamo costruire nel momento in cui la conoscenza universale può essere letta dalle macchine?

Wikidata è un nuovo progetto della Wikimedia Foundation: un database secondario, libero, collaborativo e multilingue, che raccoglie dati strutturati e provvede al supporto per Wikipedia, Wikimedia Commons e altri progetti Wikimedia e ben oltre. Potrebbe diventare uno dei migliori serbatoi di informazioni libere al mondo. Cosa possiamo farne? In più...

Note chiave


Partners e sponsors

Wikimedia
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lunedì 10 febbraio 2014

Gianluca Arrighi in libreria con "L'Inganno della memoria"

«L'INGANNO DELLA MEMORIA» DAL 27 MARZO IN LIBRERIA IL NUOVO ROMANZO DI GIANLUCA ARRIGHI


Arrighi PressOffice ufficiostampa.gianlucaarrighi@gmail.com





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Sempre più noir la penna di Gianluca Arrighi:
«L’inganno della memoria», dal 27 marzo in libreria.

«L’inganno della memoria» è il nuovo romanzo di Gianluca Arrighi che il 27 marzo torna in libreria pronto per emozionare gli appassionati del genere noir e non solo.

L’autore, considerato il maestro del legal thriller italiano, intreccia nelle trame dei suoi romanzi la passione per la professione forense con le storie crime, con il suo inconfondibile stile essenziale e la sua capacità di accompagnare il lettore nella comprensione di molte dinamiche che regolano la società contemporanea. Tratti puliti, snelli, sobri e vitali con cui Arrighi racconta il Male, scendendo negli abissi della mente. Un gioco egregiamente interpretato dalla sua penna noir con tratti sottili, decisi e coinvolgenti, sullo sfondo della sua immancabile e amata Roma.

Lo ha fatto con “Crimina Romana” (2009) tanto che il libro è stato adottato nei licei capitolini come testo di narrativa ed educazione alla legalità e lo ha replicato con “Vincolo di sangue” (2012) rimbalzato per sei mesi nella classifica dei libri più venduti.

Dalla seconda di copertina de «L’inganno della memoria»:

«Il cadavere di una giovane donna viene ritrovato in un appartamento del centro di Roma. Il corpo presenta orribili mutilazioni, ma è stato ricomposto come per un macabro rituale. Elia Preziosi, enigmatico e scostante pubblico ministero, viene chiamato a indagare sul caso, ma ben presto quello che sembrava essere l’isolato gesto di un folle si rivelerà il primo di una serie di inquietanti omicidi collegati tra loro da una misteriosa e indecifrabile logica. Sullo sfondo di una Capitale assolata e distratta, Preziosi dovrà affrontare i demoni del suo passato prima di poter giungere alla scoperta della sconvolgente verità».

Tra i maggiori giallisti italiani, Arrighi non vanta nessuna medaglia al petto “sudata” ai festival (ai quali partecipa di rado per mancanza di tempo visto che vive ogni giorno nelle aule dei tribunali e dedica alla famiglia il poco tempo che gli rimane), ma gode della stima di un pubblico attento che l'autore non delude mai.

Con il nuovo romanzo Arrighi si conferma uno scrittore di trame nere come la notte da cui trapela la sua profonda conoscenza del sistema giudiziario e dell’indagine penale.

«L’inganno della memoria» sarà in libreria dal 27 marzo 2014 (Anordest – De Agostini, pagine 230; prezzo 12,90 euro, ISBN 9788898651184).

BREVE NOTA SULL’AUTORE

Gianluca Arrighi nasce nel 1972 a Roma, dove vive e lavora. Avvocato penalista di fama, è cultore di Diritto Penale alle università di Roma e Cassino. Considerato il maestro del legal thriller italiano, è autore dei romanzi Crimina romana (2009) e Vincolo di sangue (2012, rimasto per sei mesi in classifica nella top ten dei libri più venduti) oltre che di numerose novelle noir pubblicate da importanti quotidiani e settimanali.

domenica 9 febbraio 2014

Accento no accento sì: no qui e qua, sì lì e là

Nata da oltre un millennio, la lingua italiana non è mai stata regolata, in modo chiaro e netto, riguardo agli accenti. Nessuno ha mai stabilito regole fisse sugli accenti.
  • A ogni modo, tre sono le categorie di accenti: accenti obbligatori, accenti facoltativi e accenti sbagliati.
  • Sono obbligatori quegli accenti che a non usarli si commette errore di ortografia; sono facoltativi quegli accenti che usati secondo il giudizio di chi scrive servono a evitare ambiguità di senso o di lettura; sono sbagliati quegli accenti che vengono collocati senza scopo alcuno e, nel migliore dei casi, servono solo ad appesantire la scrittura. Lapalissiano.
  • Ed ora scendiamo nei dettagli.
  • • L’accento è obbligatorio:
  • 1. su tutte le parole di due o più sillabe, tronche in vocale, cioè che finiscono con vocale accentata: libertà, perché, finì, abbandonò, laggiù (vedi anche alla voce ventitré vuole l’accento...);
  • 2. sui monosillabi terminanti con due vocali di cui la seconda ha suono tronco: chiù, ciò, diè, già, giù, piè, più, può, scià. Ma attenti all’eccezione: su qui e qua l’accento non va, lo sanno anche i bambini;
  • 3. sui seguenti dieci monosillabi per distinguerli da altri monosillabi di identica forma i quali, non accentati, hanno un significato del tutto differente:
  • – ché nel senso di poiché, perché, congiunzione causale (“Andiamo ché si fa tardi”) per distinguerlo da che, congiunzione o pronome (“Sapevo che eri malato”, “Can che abbaia non morde”);
  • – dà, indicativo presente di dare (“Non mi dà retta”) per distinguerlo da quell’altro da che è preposizione, e dal da’, imperativo di dare (“Viene da Roma”, “Da’ retta, non partire”);
  • – dì, nel significato di giorno (“Lavora tutto il dì”) per distinguerlo da di, preposizione (“È l’ora di alzarsi”) e di’, imperativo di dire (“Di’ che ti piace”);
  • – è verbo (“Non è vero”) per distinguerlo da e congiunzione (“Io e lui”);
  • – là, avverbio di luogo (“È andato là”) per distinguerlo da la articolo, pronome o nota musicale (“Dammi la penna”, “La vidi”, “Dare il la all’orchestra”);
  • – lì, avverbio di luogo (“Guarda lì dentro”) per distinguerlo da li pronome (“Li ho visti”);
  • – né congiunzione (“Né io né Mario”) per distinguerlo da ne pronome o avverbio (“Ne ho visti parecchi”, “Me ne vado subito”, “Ne vengo proprio ora”);
  • – sé, pronome personale tonico (“Lo prese con sé”) per distinguerlo da se pronome àtono o congiunzione (“Se ne prese la metà”, “Se lo sapesse”);
  • – sì, avverbio di affermazione o “così” (“Sì, vengo”, “Sì bello e sì caro”) per distinguerlo da si pronome (“Si è ucciso”);
  • – tè, pianta e bevanda (“Piantagione di tè”, “Una tazza di tè”) per distinguerlo da te (di suono chiuso) pronome (“Vengo con te”).
  • • L’accento è facoltativo:
  • 1. su una parola sdrucciola, cioè accentata alla terzultima sillaba, per non confonderla con identica parola piana, cioè accentata sulla penultima sillaba. Nèttare e nettare, cómpito e compito, súbito e subito, càpitano e capitano, àbitino e abitino, àltero e altero, àmbito e ambito, àuguri e auguri, bàcino e bacino, circùito e circuito, frústino e frustino, intúito e intuito, malèdico e maledico, mèndico e mendico, nòcciolo e nocciolo, rètina e retina, rúbino e rubino, séguito e seguito, víola e viola, vitùperi e vituperi eccetera.
  • 2. Quando segna l’appoggio della voce sulle terminazioni in -io, -ía, -íi, -íe, come fruscío, tarsía, fruscíi, tarsíe, e ancora: lavorío, leccornía, gridío, albagía, godío, brillío, codardía, e via per centinaia di casi. A maggior ragione, quando il vocabolo, con diverso accento, cambierebbe di significato: balía e balia, bacío e bacio, gorgheggío e gorgheggio, regía e regia eccetera.
  • 3. Ci sono poi quegli accenti facoltativi che dovremmo propriamente chiamare fonici perché ci segnalano la corretta pronuncia delle vocali e ed o nell’interno di una parola; e anche qui la pronuncia aperta ha un significato e la pronuncia chiusa ne ha un altro: fóro, buco, fòro, piazza; téma, timore, tèma, argomento; mèta, fine, méta, sterco; còlto, dal verbo cogliere, cólto, istruito; ròcca, fortezza, rócca, strumento per filare ecc. Ma attenzione: usiamo gli accenti fonici solo se siamo ben sicuri nella scelta tra acuto e grave, diversamente dimentichiamo l’accento che, tanto, non è obbligatorio.
  • • L’accento è sbagliato:
  • 1. innanzitutto quando è sbagliato: su qui e qua l’accento non va, dice l’eccezione;
  • 2. e poi quando è perfettamente inutile. È vero e proprio errore scrivere “dieci anni fà”, accentando il fa verbale che non potrà mai confondersi con la nota musicale; come sarebbe errore scrivere (e alcuni lo fanno trascinati dal suono tronco) “non lo sò”, “così non và” accentando senza ragione il so e il va.

sabato 8 febbraio 2014

NEWS OK: IL MASSIMO DEI BENI CULTURALI...

Cultura = Crescita

Bray: "Da industria culturale e turismo enormi potenzialità di crescita"


 


Roma- Il "Massimo dei Beni Culturali e del Turismo"- l'onorevole ministro Massimo Bray - ha commentato così la notizia dell'inchiesta contabile della Corte dei Conti che chiede di considerare il patrimonio artistico e culturale del Paese come forza economica: "Il valore del patrimonio storico, culturale, artistico e paesaggistico dell'Italia è indubbio e non può essere messo in discussione;- ha detto il ministro- "A fronte di questa ricchezza emergono enormi potenzialità di crescita che dobbiamo saper valorizzare al meglio.Per questo ritengo fondamentale mettere l'industria culturale e turistica al centro delle nostre politiche".
"Ritengo sia strategico e vitale – aggiunge il Ministro - tornare a considerare la cultura, declinata in tutte le sue manifestazioni - i monumenti, il paesaggio, i musei, le biblioteche e gli archivi, la musica e lo spettacolo - non soltanto come un bene da tutelare e valorizzare, ma anche come una grande opportunità di sviluppo sociale ed economico. La scelta del governo di unire la governance dei beni culturali con il turismo è lungimirante e vincente".

"NEWS OK" del 05-02-2014

venerdì 7 febbraio 2014

NEWS OK: Google promuove lo sport

"La pratica dello sport è un diritto dell'uomo. Ogni individuo deve avere la possibilità di praticare lo sport senza discriminazioni di alcun genere e nello spirito olimpico, che esige mutua comprensione, spirito di amicizia, solidarietà e fair-play." - Tradotto da Google dalla Carta Olimpica