Non solo per gioco. Teatri di carta, teatrini di ombre, diorami INGRESSO LIBERO
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Dal 14/02/2014 al 06/04/2014
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Casa dei Teatri, Villa Doria Pamphilj, largo 3 Giugno
- Web page
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INGRESSO GRATUITO SPECIALE PER BAMBINI Nella mostra "Non solo per gioco.Teatri di carta, teatrini di ombre, diorami" diventa protagonista l’arte della ricostruzione dei teatrini, filtrata nel gioco immaginario della memoria popolare. L’artista Fernanda Pessolano rielabora modelli di carta e di altri materiali per comporre scene, mondi e personaggi che muovono la fantasia, spostano la percezione, raccontano, grazie a piccoli gioielli fra artigianato d’arte e sperimentazioni architettoniche, l’azzardo della miniatura teatrale e delle sue inconsuete tradizioni. La mostra, accompagnata dal racconto testuale di Attilio Scarpellini, è arricchita dai ritocchi grafici dei personaggi di carta di Paola Piozzi e dal video Ombre dell’attore-regista Claudio Morganti. Dal 15 febbraio al 6 aprile 2014 è possibile seguire un itinerario lungo le stanze della Casa alla scoperta di piccole architetture e oggetti evocativi. Dall’evoluzione del cartamodello delle marionette di carta con elaborazione dei personaggi della Commedia dell’Arte, al teatrino giocattolo, ai teatrini di stile ottocentesco, al Teatro Futurista, fino ad arrivare ai teatri e ai giochi di carta con un tuffo definitivo nell’immaginario popolare. Il giorno dell’inaugurazione, venerdì 14 febbraio 2014 alle 12.00, insieme all’artista Fernanda Pessolano ci sarà il critico Attilio Scarpellini, autore dell’apparato didascalico e dei testi introduttivi alla mostra, a illustrare il complesso e particolare universo dell’artista. A seguire visita guidata. |
giovedì 27 marzo 2014
domenica 23 marzo 2014
Concorso fotografico "Obbiettivo Terra" promosso da Alfonso Pecoraro Scanio
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Sta per concludersi la quinta edizione
"Obiettivo Terra", il concorso fotografico sui Parchi d’Italia indetto
dalla Fondazione UniVerde – di cui è presidente l’ex ministro
dell’Agricoltura e dell’Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio – insieme alla
Società geografica italiana Onlus. Nella gallery, gli scatti premiati
nelle precedenti edizioni.
Le foto saranno selezionate da una giuria di esperti e giornalisti. Al vincitore andrà un premio in denaro e soprattutto una maxi-affissione a Roma, in coincidenza con la 44esima Giornata Mondiale della Terra, celebrata dall’ONU ogni 22 aprile. Verranno assegnate inoltre delle menzioni speciali, per ciascuna di queste categorie: Alberi e foreste, Animali, Area costiera, Paesaggio agricolo, Agricoltura familiare, Borghi e altre menzioni speciali regionali sono state istituite per gli under 35.
Al concorso, ciascun partecipante potrà inviare una sola fotografia a colori (le altre non saranno ammesse) dal sito www.fondazioneuniverde.it, entro il 23 marzo 2014. Il regolamento completo si può consultare sui siti Fondazione UniVerde e Società geografica. La cerimonia di premiazione si terrà il 16 aprile 2014 a Roma, presso Villa Celimontana, sede della Società Geografica Italiana.
sabato 22 marzo 2014
Suor Cecilia Scuccia cantautrice del Signore
Milano - A The Voice of Italy 2, tra gli aspiranti concorrenti c'era Suor Cristina Scuccia, la giovane concorrente 25enne di Milano d'origine siciliana. È una suora Orsolina della Sacra Famiglia. Sin da bambina sogna di essere una cantante. Solo nel 2008 inizia l'arte del canto, quando le suore
Orsoline organizzarono un musical al quale, per puro caso, partecipa. Inizialmente, era una non credente in ribellione con
la Chiesa. Dopo quell'esperienza musicale vive una profonda conversione, trovando l’Amore per
eccellenza: quello universale per il Signore e per tutte le sue creature. (felicianadispirito@gmail.com)
martedì 18 febbraio 2014
Nguyen Chi Trung: il più grande poeta vietnamita vivente
Roma-Ho
conosciuto Nguyen Chi Trung a Roma, la sera prima di Ritratti di Poesia
2014 (l’ottava, bellissima edizione al Tempio di Adriano). A dire il
vero io ero un po’ perso essendo la prima volta che partecipavo a questa
manifestazione. Ero arrivato a Roma alle 16, poi alle 17.30 da tutta
un’altra parte della città avevo tenuto un laboratorio di poesia con la
carissima Sonia Gentili (officinapoesia), poi tornato in albergo stavo
cercando di capire dove dovevo andare a mangiare. Fuori dall’albergo ho
intravisto un volto noto, un volto passato per Pordenonelegge, e ho
conosciuto Omar Ghiani, altro ottimo poeta. Così insieme ci siamo
trovati in questo ristorante romano dove in uno stesso tavolo si parlava
italiano, inglese, francese, arabo. Con la consapevolezza che si
sarebbero potute parlare anche altre lingue.
Nguyen
Chi Trung era un uomo minuto, sorridente, decisamente stempiato che mi
sedeva davanti. Non parlava italiano, ma essendo evidentemente anche lui
un po’ perso cercava di intrattenere con me, che gli stavo davanti, un
minimo di dialogo che desse ragione a quella cena. O perlomeno togliesse
ad essa la noia. Non sapevo ancora di avere davanti il più grande poeta
vietnamita vivente.
Quello
che mi ha colpito di lui è stato il sorriso, minuto eppure aperto, e
gli occhi da studioso. Da poeta. Occhi che sanno dare una consonanza a
chi li osserva. Solo un’altra volta nella mia vita mi è capitato di
provare questa sensazione: quando sono andato a trovare Zanzotto a casa
sua, scavalcando un giardino decisamente malcurato, pochi mesi prima che
morisse. Occhi vivi, quelli dei poeti. Occhi di parole.
Nguyen
Chi Trung è stato con me una persona estremamente dolce. Parlavamo in
inglese, io un inglese stentato di cui continuavo a chiedere scusa e lui
rassicurava dicendo No no your english is good. Una gentilezza
sorridente quella di Nguyen Chi Trung. Durante la cena abbiamo parlato
della cena, molto banalmente, del viaggio per arrivare a Roma, di
lavoro, e della poesia. E lì mi ha colpito una sua frase: ho aspettato 35 anni prima di pubblicare.
Una frase potente, importante, una frase che ha dentro 35 anni di
lavoro e alla fine il riconoscimento d’essere uno dei massimi poeti
esistenti. Massimi, più grandi, eppure in un corpo così minuto e
gentile.
Il giorno dopo l’ho sentito leggere le sue poesie, e devo specificare che l’ho sentito, non solo ascoltato. Perchè le poesie di Nguyen Chi Trung si fanno sentire
sulla pelle, nella carne, non solo nelle orecchie. Una lingua a me
incomprensibile il vietnamita, ma densa di musicalità, di ritmo, di
sonorità aeree quanto gravi. La poesia di Nguyen Chi Trung è
esistenzialista anche se lui stesso rifiuta tale definizione, perchè le
definizioni rischiano di essere limitanti, prigionie. Nguyen Chi Trung
parla di esistenza, di natura, di universo, di vita. Nguyen Chi Trung
parla di saggezza. Quando ha finito di leggere ho dovuto, ho dovuto,
andare ad abbracciare questo poeta. Non perchè fossi banalmente
commosso, anzi, non lo ero affatto. Ma perchè avevo provato un senso di
fratellanza, di vicinanza alle sue parole (che scorrevano in uno schermo
in italiano). Avevo sentito di essere di fronte a un maestro. E i maestri vanno abbracciati.
Poi
nella stessa giornata, quando il mio inglese ha cominciato a farsi un
po’ più coraggioso, abbiamo parlato di Dio (lui non crede in Dio), del
problema principale degli esseri umani (lui dice che è il
sovraffollamento del mondo che porta all’esaurimento di ogni risorsa),
del libro come opera a sé stante rispetto all’autore, della poesia come
potenziale bellezza e salvezza.
La
giornata è poi continuata freneticamente nei ritmi di Ritratti di
Poesia, fino a sera quando ho avuto l’occasione di parlare di nuovo con
lui. Il mio inglese, complice anche un ottimo vino e l’ottima compagnia
che nel secondo giorno cominciavo a conoscere un po’ di più (oltre a
vecchie conoscenze quali Lello Voce, Luigia Sorrentino, Maria Grazia
Calandrone), si faceva man mano più discorsivo, o forse semplicemente
non badavo più agli errori che facevo (in particolar modo allo
sbigottimento negli occhi di Nguyen Chi Trung quando non capiva se
intendevo realmente today o tomorrow). E lì abbiamo
parlato di famiglia, della mia famiglia, della sua famiglia, di
fratelli, di differenze, della solitudine del poeta, della distanza del
poeta. Una solitudine e una distanza che nei suoi occhi perdevano
l’occidentale senso di dolore per acquisire una sfumatura di bellezza e
armonia, di nostalgia. Il tutto mentre una poetessa francese, dall’altro
lato del tavolo, si sbracciava perchè credo pensava gli stessi dando
fastidio (mentre lui, sempre più dolce, mi rassicurava I want to stay here, with you).
Ho
lasciato Roma con un regalo prezioso, un libriccino di poche pagine
fatto di semplice carta e inchiostro ma che contiene le poesie tradotte
in inglese di Nguyen Chi Trung, e una sua piccola dedica in grafia
precisa, delicata, quasi disegnata. Una vera calligrafia. Una poesia che
lascia senza fiato per il peso delle parole, per le due tensioni enormi
che sa creare: da una parte musica, armonia, ritmo, dall’altra gravità
dell’affondo nella vita, della verità comunicata. Le medesime tensioni
che il poeta stesso vive ed esprime. Come ho detto è infatti un uomo
estremamente sorridente, dal sorriso morbido e piacevole, ma che quando
legge diventa serio, non cupo ma preciso, severo. Alla mia domanda su
questa trasformazione ha risposto: perchè è così la poesia.
Venti, come potete esaurire il linguaggio
fino alla vera vacuità? La parola,
questa eredità dell’immateriale, non è abissale,
non è indistruttibile e inestinguibile.
L’andare e venire nella forma miserabile –
dell’apparenza effimera, l’unica
che noi abbiamo – tutto ciò soltanto per lasciare
dietro un ultimo foglio, il verso, la poesia?
fino alla vera vacuità? La parola,
questa eredità dell’immateriale, non è abissale,
non è indistruttibile e inestinguibile.
L’andare e venire nella forma miserabile –
dell’apparenza effimera, l’unica
che noi abbiamo – tutto ciò soltanto per lasciare
dietro un ultimo foglio, il verso, la poesia?
Da Winds – traduzione di Anna Lombardo
giovedì 13 febbraio 2014
International designer: i 10 migliori al mondo
Philippe Starck
MARCEL WANDERS
L’olandese Marcel Wanders è un outsider divenuto celebrità nel mondo del design. Nel 1990 fonda il movimento concettuale Droog Design che lo porta all’attenzione dei media. Due anni dopo fonda la WAACS Design & Consultancy e nel 1995 dà vita allo Studio Wanders Wonders. Nel 2000 la grande svolta: la Droog Design recluta i migliori designers e nasce Moooi,
un innovativo marchio di arredamento di cui è anche art director.
Docente, progettista e interior designer, Wanders è una delle
personalità più camaleontiche del settore. Tra le collaborazioni alcuni
grandi Brand come Alessi, Swarovski, Klm, Puma. Premiato con l’
Alterpoint Design Award 2000, e il Rotterdam Design Prize, le sue opere
colpiscono per le suggestioni oniriche e fiabesche. I suoi lavori sono
esposti al MoMa di New York, al Museum of Modern Art di San Francisco, allo Stedelijk Museum di Amsterdam, al Vitra Design Museum in Germania. Due delle sue creazioni cult sono la Knotted Chair, la sedia in corda e fibra di carbonio, annodata a mano e indurita con un trattamento a base di resina, disegnata nel 1996 per Droog Design e poi editata da Cappellini e la lampada a sospensione Skygarden per Flos.
OKI SATO
Oki Sato, trentunenne giapponese nato in Canada, laurea in Architettura presso la Waseda University. Nel 2001 è a capo di Nendo,
che si piazza ben presto tra le prime cento aziende nipponiche.
Progetti di architettura, arredo d’interni e grafica, realizzati con
l’inventiva e la genialità che contraddistingue gli asiatici. Dalle
matite di cioccolato prodotte con la pasticceria Tsujiguchi Hironobu
alla seduta Cabbage Chair, dal tappeto Lucky con quadrifoglio 3D alle
palestre di arrampicata libera e scuole di cucina, installazioni per
Lexus e per il Japan Media Arts Festival, dagli arredi per De Padova ai
pacchetti di caramelle alla menta: concretezza e versatilità sono i valori fondamentali per lo studio Nendo. Solo per Kenzo Parfums,
Nendo ha progettato 250 negozi in 80 paesi. Nendo ha inolte ideato la
linea 1%: per ogni pezzo, solo cento esemplari per consentire a chi li
acquista la gioia di possederne una quantità significativa. Designer dell’anno per Wallpaper e vincitore del Good Design Award, Oki Sato ha persino ideato un’agenda Moleskine.
Progetto da segnalare: la carta da parati con decori in muschio verde
con cui il designer giapponese ha arredato la sua casa sul fiume
Shibuya.
ROSS LOVEGROVE
Visionario e carismatico, Ross Lovegrove,
nato nel Galles si laurea in Industrial Design al Politecnico di
Manchester, nel 1980 e nel 1983 consegue il Master di Design al Royal
College of Art di Londra. Nei primi anni Ottanta, Ross Lovegrove
collabora con Frog Design in Germania e a Parigi per Knoll International. Entra a far parte dell’Atelier de Nimes, insieme a Jean Nouvel e Philip Starck. Alcune delle sue opere sono esposte al Guggenheim
Museum di New York, l’Axis Centre Japan, il Pompidou Centre di Parig,
il Design Museum di Londra e il Museum of Modern Art (MOMA). In
queste ultime due locations ha collezioni permanenti. Pluripremiato per
il suo estro creativo in perfetto equilibrio tra tecnologia e scultura,
sono sue creazioni l’iMac Apple, il walkman Sony, la fotocamera Eye
per Olympus, le sedie di plastica Go per Bernhardt Design, la sedia
Figure of Eight per Cappellini, le poltrone d’aereo British Airways e
Japan Airline, e Solar Tree prototipo di lampada urbana ecosostenibile ideata per Artemide.
ROSS LOVEGROVE ELARGISCE CONSIGLI AI FUTURI DESIGNERS (durata 2:06 minuti)
Da vedere perché i consigli di un genio del design vanno
seguiti attentamente. “Il duro lavoro non ha mai ucciso nessuno” è il
primo tra questi.
PIERO LISSONI
Piero Lissoni ama definirsi “un
architetto a 360°”. Formatosi al Politecnico di Milano, nel 1985 diventa
art director e designer per Boffi. Ridefinisce il concetto di cucina e
bagno che diventano con lui luoghi in cui la funzionalità si coniuga con
il senso estetico. Lissoni Associati Milano e Graph-X, si compone oggi
di circa settanta persone tra architetti, designers e grafici che
lavorano per le aziende più note del settore. Piero Lissoni è inoltre
direttore artistico per le aziende Boffi, Lema, Living Divani, Porro e
Tecno. Un ricercatore dell’essenziale, il designer/architetto predilige
il design allo stato puro, l’astrazione delle forme. Premiato col
Compasso D’oro, il più antico e il più autorevole premio di design, le
sue creazioni più famose sono la cucina Esprit per Boffi, il divano Nest e il mobile Flat per Cassina.
PATRICIA URQUIOLA
Patricia Urquiola, designer spagnola che vive a Milano. I suoi mentori sono nomi illustri del settore: Bruno Munari, Achille Castiglioni, Vico Magistretti. Sangue caliente e un gusto italiano, l’inizio carriera di Patricia coincide con l’incontro con Maddalena de Padova nel 1991, continua grazie al sodalizio con Pietro Lissoni, dal 1994 al 2000, e culmina nella partnership con Patrizia Moroso
nel ’98, con la quale dà vita a un nuovo concept del sedersi che si
adatta alle esigenze del cliente. Un tocco il suo che coniuga una
sensibilità femminile e una profonda conoscenza della tecnica, la
bellezza delle forme e il comfort. La sua creatività è stata messa al
servizio di grandi brand. Premiata con il Best System Award, Designer of the Year e Elle International Design Awards, nel 2009 partecipa con successo alla prima edizione di LED, Festival internazionale della luce, con l'installazione, a Milano, Spiro Gira. Tra i suoi prodotti più famosi le sedute Chaise e Chaiselongue per De Padova con il maestro Vico Magistretti, la libreria One per Kartell, con Piero Lissoni, le poltrone Bloomy per Moroso.
KARIM RASHID
Un talento eccentrico e cosmopolita, anglo-egiziano, vive e studia in Canada, Industrial Design e si specializza in Italia con Ettore Sottass.
Attualmente vive a New York ma le sue opere hanno girato l’intero
globo, spaziando tra vari settori quali il design di prodotto,
l’interior design, la moda, l’arredamento, l’illuminazione e l’arte. Un
creativo a tuttotondo con una visione estetica poetica e sensuale. Ha
creato più di 2000 oggetti e curato l’ interior design di locations
quali il ristorante Morimoto a Philadelphia e l’Hotel Semiramis ad Atene, premiato con l’European Hotel Design Award. Le sue opere sono esposte come collezioni permanenti in 14 tra i più famosi musei del mondo, tra cui il MOMA
di New York. La sua arte mira a coinvolgere la sfera emozionale,
trasformando le sue creazioni in vere e proprie esperienze sensoriali. I
suoi prodotti più famosi: i divani Superblob per Edra, Orgy per Offecct, le sedie Butterfly per Magis.
PHILIPPE STARCK
Classe 1949, francese, Philippe Starck è una celebrity del design contemporaneo. A soli 20 anni è art director per Pierre Cardin, a 30 anni fonda la sua prima azienda e diviene il designer simbolo della ville lumière. Progetta gli appartamenti di Mitterrand, del cafè Costes,
dei club delle boutique parigini. Nel mondo realizza hotel design a
Miami, Londra, New York, Tokyo. Apre il design al grande pubblico per
cui realizza svariati prodotti: dalla pasta Panzani alle calzature Puma, dalla moto Aprilia agli orologi Fossil, dalla birra Kronenbourg all’orsacchiotto Moulin Roty. Il suo lavoro viene insignito di prestigiosi premi tra i quali il Grand Prix National de la Création Industrielle e l’Honor Award dell'American Institute of Architetcts. Nell’infinita produzione di oggetti must have: le sedie Dr Glob, Loius Ghost e La Marie per Kartell, spremiagrumi Juicy Salif per Alessi, lampada Romeo Moon per Flos.
Sempre disposto a rendere l’arte del design accessibile e comprensibile
a una vasto pubblico, il genio Starck diviene protagonista di un talent
show in cui apre le porte della sua nuova scuola parigina a dodici
aspiranti talenti del design internazionale.
LOUIS GHOST -THE ICONIC CHAIR (durata 1:00 minuto)
Da vedere perché Philippe Starck è un guru internazionale del
design e questa è, in assoluto, una delle sue creazioni cult per
Kartell, un'icona del nostro tempo.
ANTONIO CITTERIO
Antonio Citterio rappresenta
l’eccellenza del “made in italy” nel mondo contemporaneo. Una carriera
in ascesa la sua, che parte con la laurea al Politecnico di Milano nel
1972 e l’apertura del suo primo studio. Dal 1987 al 1996 progetta, con
Terry Dwan, edifici in Europa e in Giappone. Nel 1999 fonda la Antonio
Citterio and Partners insieme a Patricia Viel, a Milano e ad Amburgo, in
cui si occupa di architettura, design, corporate image, comunicazione.
Un uomo pieno di risorse che costruisce e progetta edifici, uffici,
hotels in tutto il mondo. Nel Settembre 2006 inaugura il Bulgari Resort
di Bali e nel 2007 Il Bulgari Restaurant and Cafè a Tokio. Compasso
d’oro nel 1987 e 1995, tra i suoi lavori si ricordano la cassettiera su rotelle Mobil per Kartell e il divano Sity per B&B Italia. E’ presente nella collezione permanente del MoMA di New York e del Beaubourg di Parigi.
RON ARAD
Uno dei più influenti designer dei nostri tempi, Ron Arad,
israeliano, inizia il suo percorso alla Jerusalem Academy of Art e alla
London’s Architectural Association. Nel 1981 fonda lo studio di design One Off.
Nel corso degli ultimi venticinque anni, Arad ha prodotto una varietà
notevole di prodotti innovativi, da una serie infinita di oggetti alle poltrone in fibra di carbonio, fino al portabottiglie in poliuretano. Ha progettato spazi di plastica e tattili, altri eterei e digitali. Il MOMA
di New York dedica nel 2009 una retrospettiva dei suoi lavori, la prima
negli USA. Arad utilizza il computer e le sue capacità di produzione
rapida in una costante sperimentazione. I suoi mobili possono anche
ricevere e visualizzare SMS e messaggi da cellulari Bluetooth e Palm
Pilot. La gioia dell’invenzione, l’umorismo, la giocosità portano Arad a
realizzare prodotti anticonvenzionali in cui l’innovazione tecnologica
trova la sua forma perfetta. Designer dell’anno nel 2003, tra le sue creazioni ricordiamo la libreria Bookworm e le sedie FPE, Fantastic Plastic Elastic per Kartell.
I FRATELLI PALOMBA
Ludovica e Roberto Palomba,
designers e architetti, sono la coppia del “made in italy”. Dopo gli
studi a Roma fondano nel 1994 Palomba Serafini Associati a Milano, la
quale si occupa di architettura, interni, industrial design, exhibition
design, graphic design, comunicazione, media strategies e marketing
consulting.
I fratelli Palomba progettano architetture
ed esposizioni in tutto il mondo, collaborano, sono art directors per
alcuni dei brand più prestigiosi. Tra i vari riconoscimenti al loro
lavoro spiccano il Compasso D’Oro, il Red Dot, il Design Plus, il Good
Design Award, il German Design Award. I Prodotti Palomba si
contraddistinguono per l’eleganza del passato reinterpretata nella
contemporaneità danno vita ad oggetti non modaioli ma sempre attuali.
Flash Mob: così Internet chiama la folla
repubblica.it
RICCARDO
STAGLIANO’
ROMA
– Dieci minuti, non uno di più. Per portare a termine un colpo cronometrato con
la serietà che hanno solo le rapine in banca che si vedono al cinema. Il
"flash mob" (che si può tradurre liberamente come "folla
lampo") è questo: un assembramento improvviso di persone, per lo più
sconosciute tra loro, che si sono date appuntamento in qualche luogo via
internet. E che, così come si radunano, altrettanto subitaneamente spariscono.
Lasciando nello sbigottimento il pubblico inconsapevole delle loro imprese. Per
ora da ridere, ma in futuro chi sa. è successo anche a Roma, per la prima volta
in Europa. Alle 19.15, come da copione telematico, alcune centinaia di persone
sono confluite in un negozio delle Messaggerie Musicali. «Andate al banco
informazioni del reparto libreria (piano superiore) - recitavano le istruzioni
- e chiedete di libri inesistenti (se riuscite a farveli mettere in lista d'
ordine, siete dei geni)». Alle 19.22 i convenuti si sono radunati al piano
superiore, fingendo di consultare i libri e in verità preparandosi al momento
clou: 19.25, applauso scrosciante di 15 secondi. «Nessuno - intimava il diktat
finale - deve rimanere là dentro per le 19.27». E così, tra commessi
frastornati, servizio di sicurezza in contropiede e risate di soddisfazione dei
partecipanti, la missione è andata a segno. Era già successo a New York, San
Francisco e Tokyo. A Manhattan, il terzo e più affollato mob doveva aver luogo
a Grand Central, la principale stazione cittadina, ma all' ultimo momento i
piani sono stati cambiati e una massa di alcune centinaia di persone è stata
dirottata nella hall del vicinissmo hotel Hyatt (qui le foto:
www.satanslaundromat.com/sl/archives/000081.html). Al momento convenuto, anche
lì, è esploso un fragoroso applauso che ha lasciato a bocca aperta i presenti.
Un altro mob aveva preso di mira un negozio di scarpe a Soho. Mentre in
Giappone, prendendo spunto dall' uscita di Matrix Reloaded, centinaia di
edochiani vestiti come come l' agente Smith delle celebre trilogia
cinematografica, hanno occupato per breve tempo un centrale crocevia della
città. Giacca e cravatta nera, camicia bianca, hanno anche replicato alcune
scene della pellicola. Poi sono spariti, così come erano arrivati. Ma anche a
Parigi si stanno attrezzando (parismobs.free.fr) e promettono, senza dare
troppi dettagli, un «evento eccezionale». Il teorico dell' uso della rete a
fini di mobilitazione è Howard Rheingold, vecchia conoscenza della cultura
cyber e già autore del libro "Comunità virtuali". Tornando sul tema a
lui caro dell' interazione tra tecnologia e esseri umani, Rheingold ha scritto
di recente "Smart Mobs" il cui sottotitolo è "La prossima
rivoluzione sociale". «L' impatto delle nuove tecnologie appare essere sia
benefico che distruttivo e sono state usate sia a favore della democrazia che
per coordinare attacchi terroristici». Internet è, sempre più evidentemente,
un' arma potente. E può essere usata, oltre alla goliardia, sia per convocare
in poche ore oceaniche proteste contro la guerra che per favorire la logistica
dei militanti di Al Qaeda. Che, non a caso, è definita un network. Una rete,
appunto.
RICCARDO STAGLIANO 26
luglio 2003 CRONACA
martedì 11 febbraio 2014
Cardinale Martini: decisi i vincitori del Premio Carlo Maria Martini
Commentiilgiorno.it
Un'iniziativa
lanciata ufficialmente dall’Arcidiocesi di Milano il 15 febbraio 2013 e
che ha avuto la risposta di 140 lavori. La cerimonia di premiazione
prevista per il 15 febbraio in Curia
L'iniziativa, lanciata ufficialmente dall’Arcidiocesi di Milano il 15 febbraio 2013, (giorno dell’anniversario della nascita del Cardinale scomparso il 31 agosto 2012) con lo scopo di onorarne la memoria e per proseguire nella scia del suo insegnamento, il Premio internazionale, è stata articolata in due sezioni.
La prima aperta a scritti e opere che si ponevano l’obiettivo di contribuire allo studio e alla conoscenza del pensiero e della figura del cardinale Carlo Maria Martini; la seconda allo sviluppo del fecondo rapporto tra Bibbia e cultura nei suo vari ambiti: arte, letteratura, filosofia, scienza, economia, politica, religioni, spettacolo.
La consegna degli elaborati si è chiusa il 31 agosto 2013: in totale sono pervenuti alla segreteria del Premio 140 lavori, presentati da 152 concorrenti a livello internazionale. Nelle scorse settimane la Giuria si è radunata per analizzare le opere e proclamare i vincitori. La cerimonia di premiazione si terra' in Curia il 15 febbraio (giorno del compleanno di Martini) con l'arcivescovo Angelo Scola e la giuria.
Per la I Sezione il premio è stato conferito a Cristiana Dobner per «L’eccesso. Tu, Carlo Maria Martini, che dici di Gerusalemme?»: un saggio inedito che propone una biografia del Cardinale sotto l’angolo del suo amore per Israele, anche attraverso una selezione di suoi testi poco noti. Sempre nella I Sezione premio a Nicola Salvi per il docu-film «Carlo Maria Martini uomo di Dio». Il docu-film, degno della migliore tradizione italiana, in 55 minuti traccia la parabola di un’esistenza speciale dedicata alla Parola di Dio, anche attraverso la testimonianza di quanti, laici e religiosi, sono stati illuminati dal magistero del Cardinale.
Per la II Sezione il premio viene conferito a Raffaele Mellace per «Johann Sebastian Bach. Le Cantate», prefazione di Christoph Wolff, L’Epos Società editrice, Palermo. La poderosa monografia onora la tradizione musicologica italiana con risultati di eccellenza a livello internazionale. L’originalità dell’opera è nella specifica attenzione rivolta alla cultura letteraria, religiosa e persino teologica del grande compositore. Sempre nella II Sezione premio a Nguyen Dinh Anh Nhue, con Tran Thi Ly e con Jb. Pham Quy Trong per «The Bible and asian culture. Reading the Word of God in its cultural background and in the Vietnamese context». Tre giovani studiosi vietnamiti hanno saputo dare attraverso il loro lavoro uno stimolo per l’eventuale sviluppo di altre ricerche sul rapporto tra la Bibbia e la cultura asiatica.
Attraverso una speciale menzione di eccellenza, la Giuria ha deciso di evidenziare - per il loro alto profilo - le opere di tre autori che hanno intessuto un legame con il Cardinale durante la sua vita e per la conseguente accuratezza di documentazione. Si tratta di Marco Garzonio per «Il profeta. Vita di Carlo Maria Martini», Mondadori; Damiano Modena per «Carlo Maria Martini. Il silenzio della Parola». Edizioni San Paolo - Corriere della Sera; Aldo Maria Valli per «Storia di un uomo», Ancora.
Le prossime edizioni del Premio saranno organizzate dalla Fondazione Carlo Maria Martini, costituita dalla Compagnia di Gesù, dalla Diocesi di Milano con la presenza della famiglia del Cardinale scomparso e presieduta da padre Carlo Casalone, Provinciale dei gesuiti italiani. Oltre che rendere onore alla memoria del Cardinale, scopo della Fondazione è di promuovere la conoscenza e lo studio della sua vita e delle sue opere e di tenere vivo lo spirito che ha animato il suo impegno.
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