Roma - Biblioteca del Senato, Palazzo Minerva, piazza della Minerva 38, ore 17:00:
presentazione del libro di Corrado Ocone "Liberalismo senza teoria" edito da Rubbettino.
Ha rganizzato Fondazione Luigi Einaudi e Rubbettino Editore
Intervenuti con l’autore Giuseppe Bedeschi, Dino Cofrancesco, Luigi Compagna e Luigi Covatta. Ha moderato Federica Buongiorno.
felicianadispirito@gmail.com
martedì 21 gennaio 2014
martedì 14 gennaio 2014
La Capitale europea della Cultura
Conferenza di stampa sul "programma Italia 2019"
Presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati
La vicepresidente del Senato, Lanzillotta, con la vicepresidente della Camera, Sereni, hanno presentato il "Programma Italia 2019". Nel 2019 l’Italia esprimerà la Capitale Europea della Cultura. E’ una occasione da non perdere per ilsostegno e la valorizzazione del patrimonio culturale che il nostro Paese è in grado di offrire. Venti sono state le città che hanno presentato la propria candidatura al bando, promosso dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo: Aosta, Bergamo, Mantova, Venezia, Ravenna, Urbino, Pisa,Siena, Grosseto, Perugia con i Luoghi di Francesco d’Assisi e dell’Umbria, L’Aquila, Lecce, Taranto, Caserta, Matera, Reggio Calabria, Palermo, Siracusa, Erice e Cagliari. Una sarà la vincitrice, ma le altre fanno squadra grazie al "Programma Italia 2019" promosso dall’Associazione delle Città d’Arte eCultura
Presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati
La vicepresidente del Senato, Lanzillotta, con la vicepresidente della Camera, Sereni, hanno presentato il "Programma Italia 2019". Nel 2019 l’Italia esprimerà la Capitale Europea della Cultura. E’ una occasione da non perdere per ilsostegno e la valorizzazione del patrimonio culturale che il nostro Paese è in grado di offrire. Venti sono state le città che hanno presentato la propria candidatura al bando, promosso dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo: Aosta, Bergamo, Mantova, Venezia, Ravenna, Urbino, Pisa,Siena, Grosseto, Perugia con i Luoghi di Francesco d’Assisi e dell’Umbria, L’Aquila, Lecce, Taranto, Caserta, Matera, Reggio Calabria, Palermo, Siracusa, Erice e Cagliari. Una sarà la vincitrice, ma le altre fanno squadra grazie al "Programma Italia 2019" promosso dall’Associazione delle Città d’Arte eCultura
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domenica 5 gennaio 2014
L’UOMO PERFETTO DI LEONARDO DA VINCI
Questo uomo, aperto come un ventaglio, esprime le sua sete di conoscenza e in questa sua aspirazione tende ad
avvicinare il microcosmo al macrocosmo, un desiderio forse mai
realizzabile come quello della quadratura del cerchio. L’aspetto
creativo e razionale sono e saranno sempre presenti nell’uomo come
testimoniano l’anatomia dell’encefalo in cui l’emisfero destro è la sede
del pensiero creativo mentre quello sinistro del pensiero razionale.
Leonardo da Vinci testimonia ancora oggi che l’arte e la scienza
rappresentano due facce di una stessa medaglia e che il desiderio di
conoscenza e di perfezione è insito nella natura umana la cui anatomia,
nell’uomo vitruviano è inscritta in due forme geometriche ritenute
perfette: il cerchio e il quadrato.
Il celebre disegno di Leonardo da Vinci propone, ieri come oggi, un’immagine dell’uomo ideale in cui realtà e idealità, materia e spirito
trovano una perfetta e armoniosa collocazione all’interno della sua
dimensione materiale e spirituale. L’uomo vitruviano è inscritto in un
quadrato che rappresenta la sua prima dimora cioè la condizione terrena,
le radici della sua origine materiale e concreta. Il cerchio invece può
considerarsi il mondo spirituale, la dimensione sacra e la seconda
dimora dell’uomo. Gli studi sulla simbologia dell’immagine di Leonardo
sono stati accompagnati da rilevazioni e misurazioni di distanze delle
varie parti anatomiche che evidenziano proporzioni costanti e regolari.
Ricordiamo che Leonardo da Vinci rappresenta il genio rinascimentale più
completo e versatile perché i suoi studi abbracciarono tutti i campi
della conoscenza. Egli diceva: ”Non mi legga chi non è matematico nei miei principi”
volendo così testimoniare la sua ricerca in termini di accurata e
fedele aderenza al metodo scientifico e ai relativi mezzi di indagine.
Gli scritti a noi pervenuti sono animati da un entusiasmo
quasi mistico di chi, nei misteri della natura, ricerca la traccia del
divino.
L’artista multiforme attinge agli studi classici l’ideale
senso dell’armonia che l’architetto romano Vitruvio Pollione, vissuto
nell’età augustea, aveva precedentemente elaborato ampiamente nel suo
trattato “De Architectura”. In questo lavoro composto da dieci
libri Vitruvio studia le misure del corpo umano facendo corrispondere la
sua regolarità a quella di un edificio costruito secondo i canoni
classici :” Quattro dita fanno un palmo, quattro palmi fanno un
piede, sei palmi fanno un cubito e quattro cubiti (ventiquattro palmi)
rappresentano l’altezza dell’uomo”. Leonardo nel suo famoso disegno che risale al 1490 circa spiega rapporti e proporzioni : “ Tanto apre l’uomo ne le braccia quanto è la sua altezza”.
Il viso (dal mento alla fronte) corrisponde a un decimo
dell’altezza del corpo e lo stesso rapporto si evidenzia nella mano
aperta, dalla base dell’articolazione alla punta del dito medio. L’”euritmia” e la “simmetria” degli
studi di Vitruvio trovano in Leonardo una sintesi armonica che riunisce
i canoni dell’arte classica con la ricerca di un nuovo equilibrio
dell’uomo rinascimentale, quell’uomo proteso verso nuove conoscenze, che
osa “misurare” i suoi limiti, reali e ideali.
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domenica 8 dicembre 2013
Lo Specchio dell'Anima: il libro di Gabriella Lavorgna e l'incisione di Lorenzo Ostuni
“Lo specchio dell’anima” è il titolo del nuovo libro di Gabriella Lavorgna che vede in copertina l'opera d'arte (incisione a diamante) di uno dei più apprezzati "Artisti Italiani nel Mondo", il lucano Lorenzo Ostuni, scomparso ieri a Roma. Ostuni era scrittore, filosofo e antropologo internazionale, oltre che studioso delle Terapie Simboliche.
Lo Specchio dell'Anima
Il libro di Gabriella Lavorgna con l'opera artistica di Lorenzo Ostuni in copertina e con le prefazioni dei giornalisti Paolo Musumeci e Lucia Di Spirito e, tra gli altri, dell'artista dello spirito Patrizia Patti.
Roma- Lo Specchio dell'Anima di Gabriella Lavorgna è stato presentato ad Assisi, nel corso del Meeting ”L’Oriente incontra l’Occidente" per una nuova civiltà di pace, promossa dalla Fondazione no profit "Il Mandir della Pace" con conferenze, tavole rotonde, proiezioni di documentari, rassegna di arti visive e spettacoli di danza, musica e poesia con la partecipazione, tra gli altri, del regista Renzo Rossellini, la danzatrice etnospirituale Rita Patti e gli Artisti Italiani nel Mondo: Alessia Ballarò, Agnese Buscema e Antonio Maltese e qualificati esponenti del mondo scientifico e religioso che hanno ricevuto gli apprezzamenti del sindaco di Assisi, Claudio Ricci. Il libro di Gabriella Lavorgna, della presidente della detta Fondazione, rappreneta un interessante testo di estimonianze e riflessioni sul vero senso della vita. Un viaggio introspettivo alla ricerca della realizzazione del proprio Sé, attraverso una visione del mondo ispirata dall'antica saggezza vedica. L'obbiettivo dell'autrice è superare ciò che offusca la visione della realtà e abbattere il velo dell'ignoranza, cercando d' interpretare la logica del creato, come strumento di verità."Il gioco della Creazione-afferma Gabriella Lavorgna - è la riflessione speculare del bianco e del nero, del positivo e negativo che si ricongiunge al concetto di "Unità" nell'ottica dell'integrazione degli opposti."
Lo Specchio dell'Anima: Edizione "Fondazione Mandir della Pace"- Studio, progettazione, grafica e stampa a cura della tipografia Vallelunga di Roberto Giuliarelli.
felicianadispirito@gmail.com
Il libro di Gabriella Lavorgna con l'opera artistica di Lorenzo Ostuni in copertina e con le prefazioni dei giornalisti Paolo Musumeci e Lucia Di Spirito e, tra gli altri, dell'artista dello spirito Patrizia Patti.
Roma- Lo Specchio dell'Anima di Gabriella Lavorgna è stato presentato ad Assisi, nel corso del Meeting ”L’Oriente incontra l’Occidente" per una nuova civiltà di pace, promossa dalla Fondazione no profit "Il Mandir della Pace" con conferenze, tavole rotonde, proiezioni di documentari, rassegna di arti visive e spettacoli di danza, musica e poesia con la partecipazione, tra gli altri, del regista Renzo Rossellini, la danzatrice etnospirituale Rita Patti e gli Artisti Italiani nel Mondo: Alessia Ballarò, Agnese Buscema e Antonio Maltese e qualificati esponenti del mondo scientifico e religioso che hanno ricevuto gli apprezzamenti del sindaco di Assisi, Claudio Ricci. Il libro di Gabriella Lavorgna, della presidente della detta Fondazione, rappreneta un interessante testo di estimonianze e riflessioni sul vero senso della vita. Un viaggio introspettivo alla ricerca della realizzazione del proprio Sé, attraverso una visione del mondo ispirata dall'antica saggezza vedica. L'obbiettivo dell'autrice è superare ciò che offusca la visione della realtà e abbattere il velo dell'ignoranza, cercando d' interpretare la logica del creato, come strumento di verità."Il gioco della Creazione-afferma Gabriella Lavorgna - è la riflessione speculare del bianco e del nero, del positivo e negativo che si ricongiunge al concetto di "Unità" nell'ottica dell'integrazione degli opposti."
Lo Specchio dell'Anima: Edizione "Fondazione Mandir della Pace"- Studio, progettazione, grafica e stampa a cura della tipografia Vallelunga di Roberto Giuliarelli.
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mercoledì 4 dicembre 2013
Il Calendario delle Star
Quando i Vip fanno beneficenza: Don Santino Spartà e il calendario delle Star
di "Pugliadoggi"
Settimanale a diffusione gratuita di Politica, Attualità e Cultura fondato da Pinuccio Tatarella nel 1959
Pubblicato per beneficenza il famoso nuovo Calendario delle Stars, edito dal giornale "La Notte Italiana" e curato da anni dal Prof.r Don Santino Spartà, con la collaborazione della giornalista e fotoreporter, Feliciana Di Spirito. Il “Monsignore
dei Vip”, come è stato definito dalla stampa nazionale, è un sacerdote sui
generis che con la sua formidabile simpatia, aperta cordialità e
intelligente acutezza di spirito ha fatto scalpore, qualche anno fa, per
la sua partecipazione televisiva al Chiambretti Show e per circondarsi
di tante bellezze dello spettacolo che, però, posano con lui in foto sempre garbate e le ritroviamo anno per anno in quei calendari nati per
alleviare le pene di una parte d’infanzia infelice.
Il Calendario delle Star 2013 è arricchito dalle belle immagini di Feliciana Di Spirito di tanti solidali personaggi come:
Anna Romanenko, Elena Sofia Ricci, Adriana Volpe, Carmen Russo, Enzo
Paolo Turchi, Carolina Crescentini, Matilde Brandi, Luisa Corna, Gisella
Sofio, Max e Roberta Bertolani, e due nostri conterranei, il
giornalista televisivo Attilio Romita e la brillante danzatrice e
coreografa Carmen Savino, che con la sua compagnia Mediterraneo Opera
Ballet sta portando in alto l’espressione artistica pugliese.
Domanda: Don Santino, ci sono peccatori di successo e peccatori di
retrovie,"pecorelle smarrite" sotto le luci della ribalta, e più oscuri
velli nei crepuscoli di periferia. Quando e perché ha deciso di
recuperare all'ovile soprattutto i primi, i vip della cronaca rosa?
Risposta: Li ho recuperati da prete. Sono diventato prete
esclusivamente per recuperare coloro che erano lontani dalla religione
cattolica. Tutto va fatto, ed è stato fatto, con un sorriso, con gioia,
con signorilità, con garbo, senza l'ansia spasmodica del missionario di
volere convertire tutti. Noi siamo come una penna nelle mani del
Signore, è Lui che scrive la sua Immagine. E la scrive attraverso noi,
si serve di noi. Paradossalmente, possiamo affermare che Lui ha bisogno
di noi.
D.: Come sceglie i personaggi famosi da inserire nel suo calendario, dei quali presumo sia la loro guida spirituale?
R.: Io scelgo in genere tutti coloro i quali sono ben disposti, e lo
faccio senza un metodo prestabilito. Vado alle conferenze stampa, o li
incontro per la strada, o sfogliando il mio diario. A tutti coloro i
quali ho chiesto di partecipare, nessuno si è mai rifiutato, per loro è
opera di beneficienza, perché bisogna aiutare tutti bambini che
rappresentano l'innocenza sofferente. E allora diciamo che lo vedono
come una norma sociale; non potendo sempre osservare canonicamente il
teorema della dottrina cattolica, almeno si esplicano in questo segno di
solidarietà cristiana.
D.: Secondo lei, dare la disponibilità all'uso della propria immagine cosa denota? Mania di protagonismo o un tentativo di
comprarsi l'indulgenza, della serie: dal palcoscenico a una poltrona in
Paradiso?
R.: E' soltanto il desiderio di aiutare gli altri, l'idea di essere
solidali con coloro che soffrono, soprattutto i bambini. Non c'è mania
di protagonismo, né di farsi perdonare ipotetici peccati, ma solo quello
di essere vicini ai bambini sofferenti, dando loro un aiuto veramente
solidale.
D.:
Le iniziative benefiche da lei portate avanti con la creazione da anni
del calendario dei vip, si rivolgono al mondo dell'infanzia sofferente,
ma quali strutture vengono aiutate in concreto?
R.: Sul calendario è indicato a chi vanno le offerte. Tutto il ricavato va a beneficiare l'associazione “Il Mondo di Clara”, che si occupa dei disturbi nella sfera digestiva nei
soggetti con patologie neurologiche e anche ad altri che hanno bisogno
del nostro sostegno. Personalmente ho adottato un paio di bambini
all'estero, uno in Egitto e una bambina in Brasile.
D.: Sono suoi figli spirituali?
R. Sono figli di Dio, amici di Dio. Il Signore li sostiene e ha detto
"ama il prossimo tuo come te stesso". Tutti i sacerdoti hanno il
diritto/dovere di aiutare tutti coloro che hanno bisogno.
D.: Teologo, giornalista, scrittore pluripremiato, guida spirituale e
gran cappellano d’onore e gran croce dei Cavalieri Russi di Malta e del
Sacro Romano Impero, sceneggiatore di diversi films tra cui: "Il
ladrone" di Campanile, "Testa e croce" di Manfredi, "Qua la la mano" di
Celentano, etc. Ne ha fatto di strada don Santino Spartà da quando ha
lasciato la natia Randazzo per la Capitale. Le hanno anche proposto di
fare il Sindaco....cosa ne pensa del ruolo attivamente politico che
vanno assumendo sempre più alcuni sacerdoti?
R.: Il sacerdote, inserito nel tessuto umano, non può non interessarsi
di politica, perché politica significa il bene dell'uomo e, come tale,
anche il sacerdote tende al bene dell'uomo. Deve salvaguardare i valori
non negoziabili, quelli della famiglia, della libertà, della fraternità,
dell'onestà. Ma deve anche salvaguardare la dottrina cattolica. I
sacerdoti devono quindi entrare in politica e consigliare i fedeli a
votare quelli che difendono tali diritti.
D.: Letterariamente parlando, dalla Teologia alla storia, per poi
passare a Marziale, Ovidio, all'opera poetica di Giovanni Paolo II, alle
interviste ai "peccatori", alle sue liriche, in più di 30 libri dati
alle stampe, tra cui ce n'e' uno in cui sostiene che "anche i preti
hanno fatto l'unita' d'Italia". Dunque, l'impegno religioso può andare
di pari passo anche con quello politico?
R.: Ho pubblicato questi libri perché anche attraverso i libri la parola
do Dio può arrivare alle coscienze. Nel mio libro "Anche i preti hanno
fatto l'unità d'Italia", ho voluto mettere in rilievo che in quel
periodo, i preti non sono rimasti a braccia conserte, ma hanno tirato
fuori le unghie, sono scesi in campo, per difendere il suolo italico
dagli invasori e far rispettare la libertà che ci era negata, attraverso
una nuova cultura letteraria sostenuta dalla religione, per una grande
rivoluzione pacifica, affinché si riaffermassero i diritti e i valori
fondamentali dell'uomo.
D.: Sul ricordo del bel film di Dino Risi "La moglie del prete" del
'71, le e' mai capitato di innamorarsi di una donna o, al contrario, c' è
stato mai qualche tentativo di seduzione da parte di un’attrice dietro
le pagine di un calendario?
R.: Tante volte; in mezzo alle attrici c'è sempre il senso del proibito.
Che qualcuno s' innamori di un prete non è poi una cosa così strana; è
insita nella natura umana. Non dovrebbe succedere, ma può succedere; certo. Se capita a un prete, perché anche noi siamo fatti di carne, di sangue
e di ossa, questi non dovrebbe mai lasciarsi abbindolare. E qui ci
vuole forza, coraggio e dignità spirituale.
D.: Per concludere, la Chiesa va verso il cambiamento. Quale il suo futuro?
R.: La Chiesa è fatta da uomini, ma è assistita dallo Spirito Santo La
Chiesa anche se in qualche momento sembrava naufragare, è tornata sempre
a galla per l'assistenza del Signore che ha detto: "Io sarò con voi
sino alla fine del mondo".
D.: Qualche volta si sente sulle orme di Padre Pio, per la sua vicinanza a tanti vip?
R.: Io mi sento molto vicino a Padre Pio, solo che lui è un grande Santo e io, invece, sono soltanto un piccolissimo "Santino".
di Enza D’Alonzo
domenica 24 novembre 2013
VITTORIO SGARBI E' OFF
Gli artisti italiani che nessuno vi racconta
IlgiornaleOFF – Gli artisti italiani che nessuno vi racconta“La politica italiana sembra un quadro di Magnasco: gente che ruba nei cimiteri!”
Dall’esame di laurea al suo ultimo libro Vittorio Sgarbi si racconta tra arte e politica di Edoardo Sylos LabiniANCHE IO ERO OFF, al telefono con VITTORIO SGARBI
Sylos Labini: ci racconti un episodio OFF dell’inizio della tua carriera?
Sgarbi: era il 12 dicembre del 1974, il giorno della mia laurea in Filosofia. Avevo tutti 30 e lode e avevo fatto una tesi in Storia dell’Arte su Giovanni Buonconsiglio detto ‘il Marescalco’, pittore di fine ’400, inizio ’500. Tutto era buono, corretto, guardato con una certa attenzione dal relatore. Il giorno della discussione della tesi incontro la correlatrice, Anna Ottani Cavina, che dice addirittura che la tesi era precisa, minuziosa nelle date, quindi tutto tranquillo. Comincio la discussione, spiegando tutto quello che avevo fatto e vengo interrotto proprio dal relatore, che comincia a fare una serie di rilievi, di critiche, rincalzate proprio dalla Ottani Cavina! Preso tra due fuochi, non reagisco con bonomia e la discussione finisce in un incidente violentissimo, il relatore mi aggredisce, io rispondo… vengo pregato di uscire e quando rientro il Presidente della Commissione, Luciano Anceschi, mi conferma il 110 e lode!
Sylos Labini: hai cominciato ‘alla Sgarbi’, hai sempre detto quello che pensavi, non sei mai sceso a compromessi con nessuno!
Sgarbi: avevo cominciato ancora prima, con il mio primo esame, che era di italiano. Un mio bravo professore, Walter Moretti, osò dare a me, che avevo sempre preso 9 o 10 nei temi, un 6- o 5½ in un tema su Giambattista Vico che avevo articolato molto bene; il fatto era che non aveva letto bene la mia calligrafia! Arrivammo all’esame, era il 1970, gli feci una sceneggiata rifiutando il voto e dicendogli che doveva imparare a leggere! Era molto timido, rimase molto turbato, ma ammise che aveva torto e mi diede 30 e lode. Il mio primo 30 e lode l’ho conquistato con la lotta e con la violenza dialettica, sostenendo che il voto basso – per me irricevibile, come le critiche alla tesi di laurea – era determinato dal fatto che non aveva letto bene la mia calligrafia e non poteva non riconoscere la bontà di alcuni collegamenti che avevo fatto e che mi sembravano degni di molta attenzione. Rivendicai, allora diciottenne, la mia dignità letteraria e la capacità di affrontare un tema come quello senza essere guardato come uno che lo affrontava in maniera insufficiente.
Sylos Labini: in queste ore è uscito nelle librerie il tuo nuovo libro, Il Tesoro d’Italia, la lunga avventura dell’arte. Ce ne parli per favore?
Sgarbi: è un libro fondamentale, non tanto rispetto alle novità, perché non c’è alcuna novità sostanziale, che in questo periodo destino a una rubrica su Sette del Corriere della Sera, in cui presento ogni settimana un’opera sconosciuta di un autore sconosciuto,
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